Nuova edizione dello spettacolo Trenta Giorni di nave a Vapore

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Data/Ora
Date(s) - 26/01/2018
9:00 pm

Location
Teatro parrocchiale

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Parrocchia di San Martino vescovo ed Ecomuseo “Sogno di luce”
Con il patrocinio del Comune di Alpignano

Venerdì 26 Gennaio 2018

ore 21:00

presso il teatro della parrocchia di San Martino

Piazza Parrocchia 2, Alpignano (TO)

Trenta giorni di nave a vapore

spettacolo sui canti dei migranti italiani tra ottocento e novecento

NUOVA EDIZIONE!

Gli italiani hanno un passato anche recente di emigranti, di poveri disgraziati che
vendevano i figli perché non potevano allevarli, di affamati che tra ottocento e
novecento vivevano in catapecchie, dividendo le stanze con maiali e pollame. I canti
popolari raccolti dalla viva voce degli informatori sono memoria e storia di quel
passato scomodo, di quella rabbia, di quella sete di giustizia.
I Vincanto guideranno il pubblico attraverso il mondo povero e doloroso di chi era
costretto a partire, spesso per non tornare, di chi ha affrontando un viaggio costoso
che spesso si trasformava in tragedia. Un viaggio immaginario in un passato assai
vicino, ma troppo spesso dimenticato.
Lo spettacolo vuole mettere in luce le contraddizioni di un paese, l’Italia, che solo
nel 1981 passa ufficialmente da paese di emigranti a meta di altri migranti.
Il concerto si muove attraverso i canti che i migranti italiani crearono per raccontare
la loro condizione e ripercorre varie tappe dell’emigrazione italiana: l’emigrazione
legata a lavori stagionali (mondine, carbonai, pastori…), quella ottocentesca oltralpe,
quella quasi sempre definitiva oltreoceano, fino a canti nati negli anni ‘60 e ‘70 del
novecento. In quel periodo, nonostante il “boom economico”, molti italiani varcavano
i confini cercando lavoro in altri paesi europei e ancora negli anni ’60 si registrano
italiani morti nel tentativo di varcare clandestinamente la frontiera con la Svizzera.
Molti cantarono queste storie, come l’operaio Alfredo Bandelli e lo psichiatra Gianni
Nebbiosi, autore di un brano che racconta di come in Germania ci fosse anche chi
finiva internato in manicomio a causa delle difficilissime condizioni di vita
(“Emigrato su in Germania\ sento il cuore che mi smania\ sento estranee cose e
gente\ e alla fine anche la mente…”), con un finale che invita a non
arrendersi all’ingiustizia.

Vincanto:
Ilaria Savini: Voce, percussioni
Alessandro Cei: Chitarra, voce
Simone Faraoni: Fisarmonica, voce, percussioni.

www.vincantomusica.it

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