Siamo veramente agli sgoccioli…meno due al nostro diciottesimo e oggi parliamo del 2019!


Dopo un 2018 con molti concerti fuori Toscana, abbiamo vissuto, non con meno soddisfazione, nel 2019, una stagione dedicata a contesti (e pubblici!) della nostra zona, riscoprendo il piacere di suonare vicino a casa, tornando in parte ai luoghi dei primi concerti.

Ci scusiamo in anticipo se nelle prossime righe citeremo nomi di paesi, di spazi, di manifestazioni e di persone che a molti di voi non dicono niente: sono per noi familiari, sono luoghi in cui ci sentiamo a casa e che conosciamo a menadito, iniziative che frequentiamo da sempre, persone che ci hanno visto crescere. Non si può che essere grati e riconoscenti, per questo dedichiamo il ricordo del 2019 all’importanza delle radici: è bello tornare a casa ogni tanto.

Come non ricordare, in luglio, il nostro concerto alla storica “Sagra del Bombolone” di Casenuove (Empoli), con un foltissimo pubblico e buonissimi bomboloni, o i vari concerti alle Case del Popolo? Quella di Stibbio per la Giornata della Memoria o quelle di San Miniato Basso e della stessa Casenuove, di nuovo – come nei primi anni – in iniziative dello SPI-CGIL.
Il Primo Maggio lo abbiamo cantato sotto alla Vela “Margherita Hack” di Avane, in buona compagnia del coro popolare “MirinCoro” e di Marco Rovelli, mentre abbiamo di nuovo condiviso il palco con con Pilade Cantini (per presentare il suo libro “Marcovaldo Punk“) in piazza a La Scala, praticamente davanti casa di Alessandro, cimentandoci per l’occasione anche con una (secondo noi) memorabile versione di Smells like teen spirits dei Nirvana Voci, chitarra e diamonica.

La trovate qui:

https://www.facebook.com/vincantomusica/videos/895256747475427

Nel bel parco di Serravalle di Empoli, luogo dove abbiamo passato nella vita diverse sere d’estate, abbiamo avuto invece il piacere di accompagnare lo spettacolo del prof. Angelo D’Orsi su Gramsci, tratto dal suo libro “Un Gramsci mai visto”, all’interno della manifestazione “Settembre rosso“. Tra l’altro una replica dello spettacolo è in programma (se tutto va bene) per maggio a La Rotta (luogo molto importante nella nostra storia perché ci abitava il nostro fonico Paolo), sapevatelo (si parla di passato ma un pochino si sta pensando anche al futuro, o almeno ci si prova).

Fra i momenti che ricordiamo con affetto, alcuni sono stati molto semplici ma non meno intensi e significativi, come suonare per la Liberazione di Fucecchio insieme agli anziani del Co.Re., o cantare nei vicoli carbonai di San Miniato, restituiti a vita nuova grazie alla tenacia di Anna Braschi.
Nella nostra San Miniato siamo tornati a cantare ancora altre volte nel 2019: al Teatrino dei Fondi di Corazzano con un omaggio al canto popolare romano e nella splendida cornice della chiesa di San Rocco, grazie al “Dramma Popolare”, una istituzione che dal dopoguerra contribuisce alla crescita umana e culturale del territorio, attraverso uno strumento oggi più che mai prezioso come il teatro.
Qualche altra puntatina un po’ più in là l’abbiamo fatta: a Firenze nel giardino dell’Orticultura e a le Murate per cantare di nuovo De André, a Fauglia e a Lari per cantare la Resistenza, al festival resistente di Montemaggio ancora cantando ovviamente di Resistenze, a Montemassi (vicino Grosseto) per cantare il lavoro e ricordare la tragedia della miniera di Ribolla…Ma non siamo usciti dalla Toscana.

La Toscana l’abbiamo poi cantata insieme a Francesca Breschi in agosto al “De Martino”, anche quello un gradito “ritorno a casa”.

Ma il 2019 è stato un anno importante anche per altri motivi (che in parte spiegano anche il perché ci siamo allontanati poco da casa): il più importante è che l’otto aprile è nata Clara e Alessandro è diventato babbo. E poi nel mese di febbraio Alessandro ha discusso la sua tesi di Dottorato in storia del teatro, dal titolo “La voce e il corpo del racconto” (il tema era il teatro di narrazione e tra l’altro la tesi si sofferma sulle influenze che questo ha ricevuto dalla musica popolare) e Ilaria si è laureata in filosofia, con una tesi intitolata “La musica popolare in Italia fra arte e politica” (oggi liberamente consultabile on line, basta cliccare qui per scaricarla).

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